Italian version of the projecy

 

   Programma Leonardo - Certificazione della formazione

Repertorio buone pratiche / ITALIA

 

 

document.gif (355 byte)
doc

 

home99.gif (336 byte)
HOME PAGE

 

    

 

ENTE:

Ente nazionale italiano di unificazione (UNI)

Settore d’attività:

Certificazione

Localizzazione:

Milano 1997

Torna all'Inizio

A - "Buona pratica" Adattamento della normativa ISO 9001 agli Enti di formazione professionale.
B - Descrizione Il documento è il risultato di uno sforzo importante volto a definire il modo in cui si possono adattare le 20 procedure ISO 9001 alla realtà degli Enti di formazione professionale italiani. Esso non rappresenta solo uno sforzo di adattamento delle norme indicate al campo della formazione, bensì un’elaborazione che tiene conto della particolare realtà italiana che vede una forte trasformazione da Centro di formazione professionale a Centri (polifunzionali) di servizi formativi, secondo una linea fortemente sancita a tutti i livelli delle autorità che sovrintendono il sistema di formazione professionale.
C - Perché è una "buona pratica" E’ uno strumento assolutamente importante per gli obiettivi della raccolta delle "buone prassi" poiché raccoglie esperienze importanti (ISVOR-Fiat, ANG-Servizi Formazione, AICQ, Regione Emilia-Romagna, ASFOR, AIVQ-ORTEC) sull’argomento e propone (unica esperienza di tale natura disponibile in Italia) delle linee guida per gli operatori del settore.
D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione Il legame è ovvio, trattandosi di una linea-guida secondo le norme ISO 9001.
E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione Il documento si inquadra nell’ambito del punto B1. OBIETTIVI E STRATEGIE.

 

 


 

 

  

ENTE:

Regione Emilia-Romagna

Settore d’attività:

Assessorato Formazione Professionale

Localizzazione:

Bologna, Viale Aldo Moro, 38

Torna all'Inizio

A - "Buona pratica"

Modello di accreditamento degli organismi erogativi nell’ambito della formazione continua.

B - Descrizione

Per accreditamento si intende una normativa di assicurazione della qualità di parte 2^ ; essa è emanata dalla Regione Emilia-Romagna, l’organismo territoriale con maggiore capacità di investimento in formazione. L’accreditamento definisce i requisiti minimi per poter accedere ai finanziamenti regionali. Tali requisiti sono stabiliti da leggi e regolamenti regionali e vengono rilevati da un organismo indipendente (simile a quelli di certificazione) che analizza i materiali e svolge un audit organizzativo. L’accreditamento vale per 2 anni, poi deve essere ridefinito.

La norma prevede le seguenti voci:

A)

Natura giuridica

B)

Situazione economica del soggetto

C)

Locali dedicati alla formazione

D)

Dotazione minima di personale

E)

Contrattuali

F)

Garanzia di sufficienti competenze generali

G)

Requisiti di ambito formativo ( formazione continua/permanente)

C - Perché è una "buona pratica"

E’ uno strumento assolutamente importante per gli obiettivi della raccolta delle "buone prassi" poiché rappresenta la prima esperienza di questo genere in Italia, in vista di un’estensione della prassi dell’accreditamento a tutto il territorio nazionale. Con esso si intende ottenere una precisa selezione ex ante degli organismi che possiedono i requisiti minimi necessari per lo svolgimento della specifica attività formativa (nel nostro caso: la formazione continua).

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

Il legame è dichiarato direttamente dagli estensori dello strumento, visto che il possesso della certificazione ISO 9001 costituisce condizione tale da "abbuonare" buona parte delle prescrizioni dell’accreditamento.

E -  Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues  in CVT certificazione

Il documento si inquadra nell’ambito del punto B2. MANAGEMENT DELLA QUALITA’.

 

 

ENTE:

C.E.S.F.O - Padova (regional body)

Settore d’attività:

Formazione Professionale e consulenza per la Piccola e media impresa

Localizzazione:

Padova, via Nazareth, 2

Torna all'inizio

A "Buona pratica" Modello di cambiamento organizzativo dell’Ente tradizionale di formazione in vista della costituzione di una "Piccola-media impresa di formazione" marketing oriented.
B - Descrizione  

Il progetto è composto da una serie di interventi coerenti con l’obiettivo della trasformazione organizzativa. Esso segue un percorso operativo con le seguenti tappe :

  • ridefinizione della struttura organizzativa

  • ottenimento della certificazione ISO 9001

  • identificazione di nuovi prodotti/servizi rivolti specificamente alle PMI

  • creazione di una stabile funzione di promozione e vendita presso le PMI dei servizi di consulenza per la formazione continua

  • realizzazione di metodologie innovative per la formazione continua

  • consolidamento della transnazionalità

  • alleggerire la struttura mediante il ricorso aL cosiddetto "terziario della formazione".

La norma prevede le seguenti voci:

A)

Natura giuridica

B)

Situazione economica del soggetto

C)

Locali dedicati alla formazione

D)

Dotazione minima di personale

E)

Contrattuali

F)

Garanzia di sufficienti competenze generali

G)

Requisiti di ambito formativo ( formazione continua/permanente)
 

C - Perché è una "buona pratica"

 

E’ uno strumento rilevante poiché indica un metodo organico finalizzato a favorire il cambiamento dei Centri di formazione professionale lungo le seguenti direttrici :

  • consolidamento del mercato pubblico : regionale, nazionale e comunitario

  • forte apertura al mercato privato delle PMI

  • orientamento alla qualità ed all’innovazione tecnologica

  • standardizzazione dei prodotti formativi

  • revisione organizzativa dell’Ente e dei Centri di formazione professionale.

 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

Il legame è dato dalla coerenza che attraversa tutto il documento con la prospettiva della qualità e con le indicazioni delle norme ISO 9000. Inoltre si tratta di un legame realizzato concretamente dagli estensori del documento in alcuni casi reali di Cfp della regione Veneto.

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

Il documento si inquadra nell’ambito dei punti B1. e B2. OBIETTIVI E STRATEGIE e MANAGEMENT DELLA QUALITA’.

 


 

.  

 

ENTE:

C.E.S.F.O - Padova (regional body)

Settore d’attività:

Formazione Professionale e consulenza per la Piccola e media impresa

Localizzazione:

Padova, via Nazareth, 2

Torna all'inizio

A - "Buona pratica" Modello di cambiamento organizzativo dell’Ente tradizionale di formazione in vista della costituzione di una "Piccola-media impresa di formazione" marketing oriented.
B - Descrizione  

Si propone la creazione di un nuovo ruolo professionale (entro la "Piccola-media impresa di formazione") ovvero il consulente per la formazione continua nella piccola e media impresa. Le sue funzioni sono: 

  • · rappresentare un punto di collegamento operativo con le PMI

  • · avviare un nuovo ruolo operativo nell’area della vendita dei servizi formativi

  • · allargare lo spettro dei servizi offerti alle PMI in una logica di consulenza al cambiamento delle PMI (Learning Organization).

Il progetto prevede le seguenti voci :

  • figura professionale

  • obiettivi

  • azioni

  • risultati attesi

  • durata

  • soggetti coinvolti.

E’ prevista una valutazione del percorso formativo.

 

 

C - Perché è una "buona pratica"

E’ uno strumento rilevante poiché indica una figura importante nel processo teso al cambiamento della natura dei Centri di formazione professionale lungo le direttrici indicate dalla prassi precedente. Si tratta infatti di una figura-chiave per sviluppare relazioni stabili e rilevanti tra la Piccola-media impresa di formazione e il mondo delle imprese di riferimento, rispetto alle quali la prima si propone come "agenzia fiduciaria" per i servizi formativi. Il principale risultato atteso concerne l’incremento del fatturato per i servizi di formazione e consulenza presso le PMI della regione Veneto.
 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

Il legame è dato dalla coerenza con la prospettiva-qualità degli organismi di formazione, anche se non necessariamente orientati alla certificazione ISO 9000. Tale legame – come precedentemente detto - è comunque stato realizzato concretamente dagli estensori del documento in alcuni casi reali di Cfp della regione Veneto.

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

Il documento si inquadra nell’ambito del punto B3. RISORSE UMANE.

 

 


   

 

Impresa:

COFIMP – Consorzio per la formazione e lo sviluppo delle PMI

Settore d’attività:

Punto di riferimento e supporto per le PMI del territorio nel campo della formazione e della consulenza per lo sviluppo

Personale:

14 persone

Dirigente:

D.ssa Elisabetta D’Alessandro – Direttore

D.ssa Lucia Maccaferri – Membro "area Consulenza aziendale". Referente Qualità

Localizzazione:

Sede operativa e legale - via Sebastiano Serlio, 24/2 - 40128 Bologna. Tel. 051-357.978 - fax 051-360.757.

E-mail: info@cofimp.it

Nell’ambito della divisione Consulenza di COFIMP è attivo uno Sportello Normative (numero verde 167-217271) finalizzato all’informazione dei clienti sulle Norme ISO

Torna all'inizio

A - "Buona pratica" Estratto dal Manuale di qualità COFIMP - Lettera d’incarico (UNI EN ISO 9001-4.6.3).
B - Descrizione La lettera d’incarico è dettagliata nella descrizione analitica dell’oggetto della prestazione da parte del docente e prevede in modo esplicito che le caratteristiche di realizzazione del servizio da parte del docente siano in linea con il sistema di qualità ISO 9001 aziendale. In particolare, nella lettera d’incarico sono elencate in modo analitico le caratteristiche qualitative della realizzazione del servizio, e, a priori, il docente è messo in condizione di sapere su quale base e in merito a quali argomenti sarà valutata esattamente la sua prestazione, che viene inquadrata precisamente nell’ambito del processo produttivo Cofimp. I criteri per la valutazione vertono su 8 punti cruciali che qualificano il livello di interazione del docente con i partecipanti nonché su 6 punti cruciali che qualificano il livello di interazione del docente con il Coordinatore del corso nonché il grado di adempimento verso Cofimp.

C - Perché è una "buona pratica"

Gli argomenti per la valutazione del grado di adempimento sono presentati e declinati in modo analitico non solo per una verifica sull’ "Oggetto del contratto" e sulle prestazioni ex art. 1346 e seg. del C.C. ma soprattutto per verificare l’attività fornita dal fornitore in ragione della sua congruenza con il sistema di qualità dell’azienda.
 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

La lettera d’incarico Cofimp fa parte del capitolo del manuale di qualità aziendale stesso in riferimento al punto 4.6 della norma UNI EN ISO 9001, e al punto 6.2.4.3. della norma UNI EN ISO 9004/2.
 

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

Il documento si inquadra nell’ambito del punto B7. ACQUISTO E SUBAPPALTO.

 


  

 

Impresa:

I.A.L. Emilia Romagna

Settore d’attività:

Formazione professionale e Formazione continua

Localizzazione:

Sede legale – Via Cairoli 3, Bologna –
Tel. 051/252552 – Fax. 051/251440

Torna all'inizio

A - "Buona pratica" Contratto con l’utilizzatore del servizio (mod. 03-07 delle procedure certificate ISO 9001).
B - Descrizione  

La scheda si compone di tre parti.

I^) "Descrizione delle caratteristiche del corso"

Riporta sia informazioni di carattere organizzativo (titolo corso, durata, ente finanziatore, destinatari, periodo di svolgimento, orario, quota di iscrizione, n° min/max partecipanti, modalità selezione, attestato rilasciato, requisiti d’accesso) che di carattere progettuale (obiettivi, contenuti, articolazione moduli).

II^) "Dati sull’utente"

Riporta sia informazioni di carattere anagrafico (cognome, nome, luogo e data di nascita, indirizzo, n° di telefono di residenza, Codice fiscale, Partita IVA, titolo di studio) che riguardanti la condizione occupazionale distinta tra occupati e disoccupati.

III^) "Contratto commerciale"

La "Descrizione delle caratteristiche del corso" è sottoscritta dal Responsabile commerciale. Sono richieste informazioni circa la modalità di pagamento della quota di iscrizione in caso di emissione di fattura. E’ previsto apposito spazio per il riesame del contratto con sottoscrizione per accettazione da parte dell’utente e del coordinatore dell’attività formativa.

 

C - Perché è una "buona pratica"

 

La scheda raccoglie in un unico strumento sintetico:

- informazioni sulla figura professionale e sul percorso formativo;

- informazioni di carattere organizzativo sulle caratteristiche del corso;

- dati anagrafici e condizione lavorativa dell’utente;

- "pre-contratto" commerciale.

 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

Il contratto con l’utilizzatore del servizio è una procedura certificata ai sensi della ISO 9001.
 

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

Il documento si inquadra nell’ambito del punto B10. SERVIZIO DI ORIENTAMENTO ED ACCOMPAGNAMENTO AGLI UTENTI.

 


   

 

Impresa:

CONFINDUSTRIA Federazione dell’Industria dell’Emilia Romagna e CGIL –CISL-UIL Emilia Romagna

Settore d’attività:

Formazione professionale e Formazione continua

Progetto per un sistema di rilevazione dei fabbisogni formativi delle imprese dell’Emilia Romagna finanziato dalla Regione Emilia Romagna e dalla Comunità Europea nell’ambito del FSE Obiettivo 4

Localizzazione:

CONFINDUSTRIA - Via Barberia 13, Bologna

Tel. 051/331050

Torna all'inizio

A - "buona pratica" Definizione e verifica di un approccio di analisi congiunta imprese-sindacati sulle competenze professionali.
D - Descrizione  

Si tratta della sperimentazione di una metodologia di analisi delle competenze professionali basata sulla "bilateralità", ossia sull’accordo tra le parti sociali (Organizzazione datoriale e Organizzazioni sindacali) applicata alla descrizione di figure professionali.

L’implementazione del modello, attraverso un Laboratorio congiunto, ha comportato l’adozione di una serie di strumenti operativi (traccia per la gestione dei seminari tra Management e RSU – struttura per intervista a lavoratori esperti – griglie per la descrizione schematica e la "pesatura" delle componenti della della prestazione ideale e delle competenze) funzionali ad una più articolata e circostanziata descrizione della figura professionale da formare.

 

C - Perché è una "buona pratica"

Sperimenta una metodologia di analisi dei fabbisogni formativi basata sia su una lettura delle dinamiche dei sistemi professionali locali (per individuare le figure professionali da formare) che su una lettura della professionalità e delle competenze effettivamente richieste (per definire come effettuare la formazione) e condivisa dagli attori del sistema produttivo.
 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

La proceduralizzazione di una metodologia condivisa tra le parti sociali di analisi delle competenze professionali rappresenta una indispensabile premessa alla descrizione della figura professionale da formare in fase di progettazione.
 

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

 

Il documento si inquadra nell’ambito del punto C1. ANALISI DEI FABBISOGNI/DOMANDA DI FORMAZIONE.

 

 


.    

 

Impresa:

E.N.A.I.P. – Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale

Settore d’attività:

Formazione professionale e Formazione continua

Localizzazione:

Sede Nazionale ENAIP – Via Marcora 18/20, Roma – Tel. 06/58401 – Fax 06/5840607

Torna all'inizio

A - "buona pratica" "Qualità delle azioni" a cura dell’Ufficio Valutazione e Qualità.
B - Descrizione Il documento "Qualità delle azioni" è articolato in quattro parti.

La sezione Introduzione fornisce il quadro concettuale di riferimento, traducendo, nell’ottica di Enaip, i concetti-chiave dell’approccio 2Qualità alla Formazione Professionale" ed in specifico alla gestione delle azioni formative.

La sezione Fasi/Attività esplicita le specifiche di qualità da monitorare per garantire adeguati standard qualitativi in ogni fase/attività dell’azione formativa (progettazione - analisi del contesto - reti e sinergie - reclutamento/prima accoglienza e selezione - orientamento - formazione "professionalizzante" - stage - accompagnamento al lavoro - accompagnamento alla creazione d’impresa - creazione servizi - scambio allievi - visita allievi - incontri di studio - seminari transnazionali - formazione operatori - disseminazione).

 

La sezione Glossario riporta alcune definizioni dei termini chiave utilizzati, nonchè una brevissima bibliografia di riferimento.

La sezione Allegati comprende una serie di strumenti di lavoro (Scheda descrittiva dell’azione formativa per la progettazione e la realizzazione - Contratto formativo - Scheda catalografica - Guida all’analisi della professione - Contratto d’aula - Piano individuale delle attività in azienda - Contratto di stage) da utilizzati nella gestione delle diverse fasi/attività dell’azione formativa.

 

C - Perché è una "buona pratica"

Individuazione per ogni fase/attività dell’azione formativa di un risultato atteso e delle specifiche di qualità che certifichino il raggiungimento di standard qualitiativi adeguati attraverso l’utilizzo di specifici strumenti di lavoro.
 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

La proceduralizzazione e l’applicazione di una metodologia di gestione formativa basata sull’esplicitazione delle specifiche di qualità da monitorare per ogni fase/attività dell’azione formativa e dei relativi strumenti operativi, costituisce un’aspetto centrale della certificazione di un organismo formativo.
 

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

 

Il documento si inquadra nel punto C5. MODELLI, PROCEDURE E PRASSI DI VALUTAZIONE.

 


   

 

Impresa:

E.P.A.T.T. Equipe permanente di Appoggio Tecnico Transnazionale del Programma "Euroqualification"

Settore d’attività:

Formazione professionale e Formazione continua

Localizzazione:

Euroqualification – Rue Duquesnay, 38 B – 1000 Bruxelles

Torna all'inizio

A - "buona pratica" "Libretto Euroqualification per il riconoscimento dei risultati conseguiti dai corsisti".
B - Descrizione  

Il Libretto consta di quattro parti:

I^ Dati anagrafici e identificativi.

II^) Curriculum vitae che illustra le competenze acquisite precedentemente alla formazione EQ strutturandole sui seguenti punti: formazione - esperienze professionali - competenze linguistiche.

III^) Competenze e conoscenze acquisite durante la formazione ed il tirocinio in azienda espresse dal punto di vista dei diversi soggetti interessati (formatori, partner del centro di accoglienza, impresa, corsista) sui seguenti punti: compiti professionali svolti - adattamento all’ambiente professionale e culturale - competenze linguistiche.

IV^) Progetto professionale: descrizione argomentata del progetto professionale ipotizzato dall’utente al termine del percorso formativo o lettera in cui si esplicitino le motivazioni e le attese.

 

C - Perché è una "buona pratica"

Il Libretto si basa su una definizione concordata tra gli organismi partner del Programma Euroqualification di una procedura e di un modello comune di certificazione formale del percorso formativo seguito dal singolo utente secondo la metodologia del "portfolio di competenze".
 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

 

Il Libretto si muove nell’ottica della certificazione dei percorsi e dei crediti formativi puntando a dare:

- visibilità dei risultati conseguiti dall’utente al fine della facilitazione nella ricerca del lavoro;

- riconoscibilità incrociata dei risultati da parte di organismi formativi di diversi paesi;

- incremento di consapevolezza da parte dell’utente sui risultati ottenuti;

- informazioni dettagliate sul percorso formativo eventualmente "arricchibile" con altre esperienze;

 

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

Il documento si inquadra nel punto C4. FORMAZIONE E APPRENDIMENTO.

 

 


    

 

Impresa:

E.N.A.I.P. – Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale

Settore d’attività:

Formazione professionale e Formazione continua

Localizzazione:

Sede Nazionale ENAIP – Via Marcora 18/20, Roma – Tel. 06/58401 – Fax 06/5840607

Torna all'inizio

A - "buona pratica" "Modello di valutazione delle azioni" a cura dell’Ufficio Valutazione e Qualità.
B - Descrizione  

Il documento "Modello di valutazione delle azioni".

Il Modello di valutazione delle azioni si applica in particolare alla valutazione delle diverse fasi/attività che costituiscono l’azione formativa sulla base di quattro parametri fondamentali: conformità, efficienza, innovazione di sistema ed efficacia d’impatto.

La struttura del Modello mira ad esprimere una valutazione distinta per le diverse fasi/attività che costituiscono l’azione formativa secondo i parametri sopraelencati a partire dalla raccolta di dati ed informazioni relative, da un lato, ad indicatori quantitativi, di conformità alle specifiche del progetto ed alle specifiche di qualità e di innovazione del sistema (qualità erogata) e, dall’altro, ad indicatori del grado di soddisfazione dei diversi soggetti interessati: utenti, formatori, aziende, reti sociali (qualità percepita).

Il documento delinea inoltre i flussi delle informazioni ed i diversi ruoli implicati nei vari livelli dell’organizzazione (locale, regionale, nazionale), nonchè le modalità di redazione dei rapporti di valutazione.

 

C - Perché è una "buona pratica"

Il documento "Modello di valutazione delle azioni" definisce gli approcci teorici di riferimento, le caratteristiche della commessa di valutazione, i parametri, le fasi/attività oggetto di valutazione, gli indicatori, i flussi delle informazioni, le modalità di redazione dei rapporti di valutazione.
 

D - Legame tra questa "buona pratica" e la certificazione

Il Modello di valutazione si ispira agli approcci della Qualità Totale ed in particolare al modello EFQM reinterpretato nell’ottica del patrimonio culturale e formativo dell’Ente. Costituisce la metodologia e la strumentazione per la stesura di rapporti di valutazione di azioni formative complesse.
 

E - Legame tra questa "buona pratica" e la lista Quality issues in CVT certificazione

Il documento si inquadra nell’ambito del punto C5. MODELLI, PROCEDURE E PRASSI DI VALUTAZIONE.

 

Torna all'inizio